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FONDAZIONE EE - BASSANO

INDICE

Dagli inizi al 27 luglio 1998 – Costituzione della Fondazione
Organi della Fondazione bassanese
Consiglio di Amministrazione – Revisori – Professionista
Comitato Esecutivo in carica – Fondazione del “Movimento” 17 maggio 2001
Movimento e nuova disciplina economica “Etica ed Economia”
Tre Assunti per semplificare
Comitato Direttivo Giovani
La Fondazione “Etica ed Economia” – Statuto

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DAGLI INIZI AL 27 LUGLIO 1998

Il 14 febbraio 1995, presso il Municipio di Bassano del Grappa, alla presenza del Sindaco, viene presentato il comitato promotore “ad experimentum” della Scuola d’Impresa della Comunità Bassanese “Etica ed Economia”. Il comitato è formato da due rappresentanti del mondo imprenditoriale, due liberi professionisti e due docenti universitari dell’ateneo veneziano “Ca’ Foscari”.

COMITATO PROMOTORE 1995 – 1998

Componenti del Comitato Promotore

Domenico Passuello Imprenditore
Franco Battaglia Imprenditore
Ulderico Bernardi Docente Universitario
Ferruccio Bresolin Docente Universitario
Giovanni Scalco Libero Professionista
Tullio Chiminazzo Libero Professionista

Consiglio di Presidenza

Bortolomeo Passuello Presidente
Tullio Chiminazzo Direttore
Ulderico Bernardi Preside
Giovanni Scalco Segretario
Domenico Passuello Componente

Comitato Scientifico

Ulderico Bernardi Preside
Giovanni Scalco Segretario
Ferruccio Bresolin Componente
Flavio Battaglia Componente
Franco Signori Componente
Mario Lorenzato Componente
Giuseppe Ninino Componente

 

Il 27 luglio 1998, dopo tre anni di gestione “ad experimentum”, la Scuola d’Impresa si costituisce in Fondazione, mantenendo lo stesso nome “Etica ed Economia – Universitatis Bassanensis Schola de Negotiis Gerendis” (Scuola d’impresa della Comunità bassanese). Nella sala consiliare del Comune di Bassano del Grappa, con il Notaio Antonello Antoniucci, viene approvato lo statuto e sottoscritto l’atto costitutivo.

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ORGANI DELLA FONDAZIONE

Consiglio di Amministrazione dal 13 marzo 2023

ORGANI DELLA FONDAZIONE IN CARICA

Consiglio di Amministrazione
Guderzo Renzo – Presidente
Eger Gino
Zanchetta Paolo
De Lazzari Andrea
Favero Giovanni
Giampieretti Marco
Spigarolo Carlo
Meneghetti Gloria
Dotti Alessandro
Beozzo William
Bertuzzo Paolo
Tessarollo Chiara

Comitato Esecutivo in carica

Guderzo Renzo – Presidente
Eger Gino – Vice Presidente Vicario
Zanchetta Paolo – Vice Presidente Ambiente, clima, energie rinnovabili e natura
De Lazzari Andrea – Mondo dello Sport e Giovani
Favero Giovanni – Rapporti con Università

Deleghe nel Cda

Bertuzzo Paolo e Tessarollo Chiara – Rapporti col Comune di Bassano e P.A. Locali

Revisori Contabili

Caroli Giovanni – Presidente
Xamin Pier Giorgio
Boscato Luciano

Consulente Commercialista

Moro Giuseppe

MOVIMENTO E NUOVA DISCIPLINA ECONOMICA
“ETICA ED ECONOMIA”

Le premesse irrinunciabili per conoscere il Movimento e la nuova disciplina economica sono:

  • La centralità della Persona, unica e irripetibile, nella sua dimensione spirituale e materiale, come parte integrante della Comunità.
  • La pari dignità di tutte le Persone, che devono essere accolte e valorizzate nelle loro diversità.

Primo Prospetto: il Movimento

Movimento delle Scuole “Etica ed Economia” nel mondo
DEFINIZIONIELEMENTI CARATTERIZZANTI
Gli albori del MovimentoPrimi anni ‘90
Data di Costituzione17 maggio 2001
Presupposti e Consequenzialità

Centralità della Persona e pari dignità di ogni Persona. La Famiglia come prima Comunità sociale. Percorso naturale dalla “Comunità”

alla “Casa Comune”

Scuola di PensieroDiretta per numerosi anni dal Professor Ulderico Bernardi – Sociologo
PercorsoDa un’intuizione nasce la nuova disciplina economica “Etica ed Economia”, che a livello operativo si traduce in “Efficienza e Solidarietà”
ObiettivoRicomporre le divisioni tra Nord e Sud, e tra Ricchi e Poveri: il mondo va inteso come una “Casa Comune”
Diffusione di percorsi formativi e processi culturali

Creazione di Scuole Itineranti nel mondo:

Scuole – Facoltà – Università

Elemento assolutamente irrinunciabileRiferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa “Esperta di Umanità”
Ruolo della Cultura e del SapereInsostituibili, essendo “l’alimento” della dimensione spirituale dell’essere umano
Chiarificazione sulle differenze tra Beneficenza e SolidarietàBeneficenza = Dono
Solidarietà = Alleanza-Collaborazione-Responsabilità
Entrambe orientate al Bene Comune
Crescere insieme Nord-SudRapporto paritetico, non colonizzazione
Modalità operativeNon Dividere ma Condividere
1+100 (divisione) = 101 Poveri
1+100 (condivisione) = 101 Ricchi
Processo di inclusione mettendo al centro gli ultimi, i poveri, gli esclusi
Dimensione spirituale della PersonaConoscenza, intelligenza, ragione, volontà
Dimensione materiale della PersonaSfera fisica e concreta dell’essere umano: corpo e azione
Scambio materiale: 1 = 1
Scambio di idee: 1 = 2
“Se dai un pesce = mangi oggi”
“Se insegni a pescare = mangi per sempre”
Oltre il SapereScambio di capacità imprenditoriali
Sapere + Fare = Saper Fare
Massimo impegno prevalentemente di tre categorieDocenti Universitari Professionisti Imprenditori
La Persona è unica e irripetibileLe diversità umane vanno accolte e valorizzate. La Persona, nella sua unicità e diversità, rappresenta una straordinaria ricchezza per costruire Comunità più inclusive

 

Secondo Prospetto: confronto tra le discipline

Confronto tra le due discipline economiche
ECONOMIA CLASSICAETICA ED ECONOMIA
 
IniziatoreIniziatori
A. SmithT. Chiminazzo – U. Bernardi – F. Bresolin
L’economia nasce come scienza autonoma con Adam Smith, orientata allo studio della produzione e dello scambio di beniE.E. nasce come disciplina integrata che unisce analisi economica e riflessione etica, per un’economia al servizio dell’uomo
Periodo storico di avvioPeriodo storico di avvio
XVIII secoloXXI secolo
Si sviluppa nel contesto dell’Illuminismo e della nascente società industrialeSi afferma in risposta alle nuove sfide della globalizzazione e della rivoluzione digitale
Contesto storicoContesto storico
Rivoluzione IndustrialeRivoluzione Informatica e Globalizzazione
L’economia è legata allo sviluppo della produzione e al progresso tecnicoEtica ed Economia affronta i temi della digitalizzazione, dell’interdipendenza e della sostenibilità
Elementi di baseElementi di base
EfficienzaEfficienza e Solidarietà
Il valore principale è la massimizzazione del profitto e dell’efficacia produttivaAll’efficienza si aggiunge l’attenzione alla giustizia sociale e al bene comune
Dimensione – ValoreDimensione – Valore
MaterialeMateriale e Spirituale
Il focus è sui beni tangibili e sulla crescita economicaConsidera anche la dimensione morale e il benessere integrale della persona
Dimensione – AspettoDimensione – Aspetto
QuantitativoQuantitativo e Qualitativo
L’analisi si concentra sui numeri e sugli indicatori economiciIntegra i dati quantitativi con la qualità delle relazioni e dell’impatto sociale
Come NasceCome Nasce
Dal Sapere – Sperimentazione ScientificaDal Fare – Sperimentazione Pratica
Si fonda sul metodo scientifico e sulla ricerca teoricaSi origina dall’esperienza concreta e dall’azione responsabile nei contesti economici
Dove NasceDove Nasce
Ambito universitarioDal basso – Ambito operativo
Incontro Nord – Sud
Si sviluppa negli ambienti accademici come disciplina teoricaNasce da esperienze pratiche e dal dialogo tra realtà economiche e culturali diverse
Fattori ProduttiviFattori Economici
1. Terra; 2. Lavoro; 3. Capitale.1. Patrimonio Umano; 2. Terra; 3. Lavoro;
4. Conoscenza; 5. Capitale; 6. Rete www-Digitalizzazione-IA; 7. Energie Rinnovabili
La produzione si basa su risorse materiali e strumenti tradizionali di crescita economicaSi valorizzano le risorse umane, tecnologiche e sostenibili, integrando innovazione e responsabilità ambientale

 

Confronto tra le due discipline economiche
ECONOMIA CLASSICAETICA ED ECONOMIA
Benessere individualeBenessere individuale
Scambio di Beni e Servizi. Equilibrio nel mercato. Prezzo = Incontro domanda/offertaCentrale è sempre la Persona non il profitto; la qualità non la quantità; l’essere, non l’avere
Il benessere deriva dall’equilibrio del mercato e dallo scambio economico efficienteIl benessere nasce dalla valorizzazione della persona e dal perseguimento della qualità della vita
Benessere socialeBenessere sociale
“Mano invisibile”. Massimizzazione delle utilità personali. Il benessere sociale è la somma dei benesseri individualiAttraverso la Responsabilità Sociale d’impresa (RSI):
Sostenibilità Economica – P=Profitto
Sostenibilità Sociale – P=Persona
Sostenibilità Ambientale – P=Pianeta
L’equilibrio collettivo è il risultato delle scelte individuali orientate al profittoIl benessere sociale nasce dall’integrazione tra economia, etica e sostenibilità
Importanza della Persona
nella sua dimensione individuale
Importanza della Persona
nella sua dimensione comunitaria
Autoregolamentazione del mercato (“laissez-faire”). Il mercato si autoregolamenta da soloScelte libere e ponderate, frutto di percorsi di crescita culturale, nel rispetto reciproco
La libertà individuale è assoluta e orientata all’interesse personaleLa libertà è responsabilità condivisa all’interno della comunità
Beneficenza e SolidarietàBeneficenza e Solidarietà
Sinonimi utilizzati indifferentementeDistinzione netta
Beneficenza = sfera personale
Solidarietà = sfera professionale e sociale
La solidarietà è intesa come gesto personale di aiutoLa solidarietà diventa principio strutturale e responsabilità collettiva
Ruolo dello StatoRuolo dello Stato
Minimo intervento in EconomiaFavorire l’equità attraverso la ridistribuzione della ricchezza e dei mezzi di produzione.
I giovani vanno considerati “creatori di lavoro”
Lo Stato deve limitarsi a garantire le regole del libero mercato, senza interferire nelle dinamiche economicheLo Stato ha un ruolo attivo nella promozione della giustizia sociale e delle pari opportunità
Individuo
Interesse egoistico
Individuo
Parte di una comunità
“Non è dalla generosità del macellaio, del birraio o del fornaio che possiamo sperare di ottenere il nostro pranzo, ma dalla considerazione che essi hanno dei propri interessi”“La moralità nasce e si sviluppa nell’io responsabile di fronte agli altri e agli avvenimenti. L’io nella relazione custodisce il segreto più profondo di qualcosa che oltrepassa la condizione individuale per aprirci a un nuovo orizzonte comune di senso”
L’individuo agisce in base all’interesse personale, che contribuisce indirettamente al benessere collettivoL’individuo trova significato nella relazione con gli altri e nella responsabilità, ricercando la condivisione

 

Confronto tra le due discipline economiche
ECONOMIA CLASSICAETICA ED ECONOMIA

Ruolo della Comunità

Non rilevante

Ruolo della Comunità

Fondamentale

Conta l’interesse individuale di produttori e consumatori: la “mano invisibile” guida il mercato verso l’equilibrioProduttori e consumatori possono compiere scelte consapevoli nella loro dimensione di appartenenti alla comunità
La società si autoregola attraverso il comportamento egoistico dei singoliLa comunità è il contesto in cui si sviluppano responsabilità, cooperazione e scelte etiche
Imprenditore/CapitalistaImprenditore/Comunità
Un sistema economico-sociale caratterizzato da proprietà privata dei mezzi di produzione e dalla separazione tra classi: capitalisti, proprietari e lavoratori

Occorre condividere (×) la capacità imprenditoriale, non dividere (÷) la ricchezza

(1R+100P) ÷ 101= 101 poveri

(1R+100P) × 101= 101 ricchi

La ricchezza è concentrata e il contributo sociale dei ricchi è visto come forma di compensazioneLa prosperità nasce dalla cooperazione e dalla diffusione delle competenze, non dalla mera ridistribuzione della ricchezza
ApplicazioneApplicazione
Etica delle intenzioniEtica delle conseguenze e della responsabilità
Conta ciò che si intende fare, più che gli effetti delle azioniConta l’impatto reale delle azioni sull’uomo, sulla società e sull’ambiente
Dottrina dei consumiDottrina dei consumi

Consumismo

Nel consumismo i beni anziché soddisfare i bisogni, ne generano di ulteriori

Servono scelte etiche e responsabili:

–       1% Solidarietà

–       1% Previdenza

Attenzione agli ultimi, ai poveri e agli esclusi

Il consumismo è visto come stimolo alla produzione e alla crescita economica, guidato da logiche di mercatoIl consumismo viene reinterpretato come occasione di consapevolezza e responsabilità verso se stessi e verso gli altri
Giustizia socialeGiustizia sociale
Creare il massimo benessere individuale la cui sommatoria genera il benessere socialeCoinvolgere il maggior numero di persone, compresi gli ultimi, i poveri e gli esclusi
La giustizia sociale è la conseguenza indiretta del benessere personale diffusoLa giustizia sociale nasce dall’impegno personale, dalla partecipazione e dalla solidarietà applicata in modo generalizzato

TRE ASSUNTI PER MEGLIO COMPRENDERE

  1. Nel primo: la dimensione umana – Materiale e Spirituale
  2. Nel secondo: la differenza tra Beneficenza e Solidarietà
  3. Nel terzo: il valore della Globalizzazione della Solidarietà

 

  1. Se due persone, incontrandosi, si scambiano una moneta di uguale valore, si lasciano con la medesima ricchezza di prima.

Se le stesse persone, incontrandosi, si scambiano un’idea, si lasciano con due idee ciascuna.

Qui comprendiamo l’importanza di attivare la parte spirituale di ognuno di noi. Confrontando i risultati, se ne può avere conferma.

Scambio Materiale: 1 = 1
Scambio Spirituale: 1 = 2

  1. Se desideri fare un’azione buona, anziché donare il pesce, insegna a pescare. Così facendo, la persona aiutata potrà mangiare oggi ed anche domani.

Qui comprendiamo la differenza tra beneficenza e solidarietà.
Dare il pesce, atto di beneficenza, vale per l’oggi, per il momento del dono.
Insegnare a pescare, atto di solidarietà che comporta interazione tra il solidale e il ricevente, vale per sempre. Chi ha appreso la tecnica della pesca potrà nutrirsi oggi, domani e nei giorni a venire.

  1. In presenza di una persona (1) ricca e di cento poveri (100), se si divide la ricchezza della prima, con i cento poveri, ci si ritroverà con centouno poveri (101).

Se, anziché dividere la ricchezza, il ricco condivide con i poveri le modalità di produzione e distribuzione della medesima, ci si troverà con centouno ricchi (101).
L’assioma, con simboli presi a prestito dalla matematica, è il seguente:
(/=dividere – X=condividere)
(1R+100P) / 101 = 101 Poveri
(1R+100P) X 101 = 101 Ricchi

Qui comprendiamo il significato pieno della “globalizzazione della solidarietà”.
Con essa si raggiunge la sublimazione del gesto solidale, che si trasforma in uno scambio fecondo a beneficio di molti che, insieme, formano la “Comunità” dei poveri.
La solidarietà del ricco assume la sua piena dimensione, poiché coinvolge una “Comunità” intera.

Ed ora l’ultima semplificazione.
Cosa significa Globalizzare la Solidarietà?

Vuol dire diffondere capillarmente il principio secondo il quale la grande maggioranza degli umani possa utilizzare questo “strumento”, la Solidarietà diffusa, in ogni luogo e in ogni tempo di vita. Tutti saremmo nelle condizioni di migliorare il nostro benessere personale, favorendo una maggiore realizzazione spirituale e materiale.

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DAGLI INIZI AD OGGI

Il 14 febbraio 1995, presso il Municipio di Bassano del Grappa, alla presenza del Sindaco, viene presentato il comitato promotore “ad experimentum” della Scuola d’Impresa della Comunità Bassanese “Etica ed Economia”. Il comitato è formato da due rappresentanti del mondo imprenditoriale bassanese, due liberi professionisti e due docenti universitari dell’ateneo veneziano “Ca’ Foscari”.

COMITATO PROMOTORE 1995 – 1998
Componenti del Comitato Promotore
Domenico Passuello Imprenditore
Franco Battaglia Imprenditore
Ulderico Bernardi Docente Universitario
Ferruccio Bresolin Docente Universitario
Giovanni Scalco Libero Professionista
Tullio Chiminazzo Libero Professionista
Consiglio di Presidenza
Bortolomeo Passuello Presidente
Tullio Chiminazzo Direttore
Ulderico Bernardi Preside
Giovanni Scalco Segretario
Domenico Passuello Componente
Comitato Scientifico
Ulderico Bernardi Preside
Giovanni Scalco Segretario
Ferruccio Bresolin
Flavio Battaglia
Franco Signori
Mario Lorenzato
Giuseppe Ninino

Il 27 luglio 1998, dopo tre anni di gestione “ad experimentum”, la Scuola d’Impresa si costituisce in Fondazione, mantenendo lo stesso nome “Etica ed Economia – Universitatis Bassanensis Schola de Negotiis Gerendis” (Scuola d’impresa della Comunità bassanese). Nella sala consiliare del Comune di Bassano del Grappa, con il Notaio Antonello Antoniucci, viene approvato lo statuto e sottoscritto l’atto costitutivo.

LA FONDAZIONE “ETICA ED ECONOMIA” DI BASSANO DEL GRAPPA

I FONDATORI

Enti/Società

Comune di Bassano del Grappa (VI)
Nico Group s.p.a. – Bassano del Grappa (VI)
C.M.P. Veneta s.r.l. – Galliera Veneta (PD)

Imprenditori

Battaglia Gianfranco – Cassola (VI)
Bonotto Cesare – S. Zenone degli Ezzelini (TV)
Bottecchia Giuseppe – Bassano del Grappa (VI)
Eger Gino – Mussolente (VI)
Passuello Domenico – Cassola (VI)
Toffano Dante – Padova (PD)

Professionisti

Boscato Luciano – Vicenza (VI)
Chiminazzo Tullio – Bassano del Grappa (VI)
Moro Giuseppe – Pove del Grappa (VI)
Ninino Giuseppe – S. Giovanni al Natisone (UD)

Professori e uomini di cultura

Bernardi Ulderico – Università di Venezia “Ca’ Foscari”
Bresolin Ferruccio – Università di Venezia “Ca’ Foscari”
Donadel Giorgio – Docente e medico chirurgo di Padova
Fontana Giovanni Luigi – Università di Venezia “Ca’ Foscari”
Garofalo Luigi – Università di Verona
Magagnin Massimo – Fondazione “Centesimus Annus – Pro Pontifice” Città del Vaticano
Secco Luigi – Università di Verona

 

PRECEDENTI DAL 1998 AL 2025

PRECEDENTI DAL 1998 AL 2025
Hanno partecipato ai Consigli di Amministrazione – dal 1998 al 2025
Antoniucci Antonello, Basso Antonio, Battaglia Maurizio, Bernardi Dario, Bernardi Ulderico, Bettiati Giorgio, Breda Lorenza, Bresolin Ferruccio, Boscato Luciano, Chiminazzo Tullio, Comunello Fabio, Dai Pra Antonio, D’Aquino Giuseppina, Eger Gino, Favero Renato Maurizio, Fontana Erica, Fontana Giovanni Luigi, Gambaretto Lucio, Gattamelata Massimo, Greco Giovanni, Guderzo Renzo, Magagnin Massimo, Maistrello Luigi, Mauro Antonio, Meneghetti Cristina, Meneghetti Giancarlo, Meneghetti Gloria, Mocellin Fabio, Morgia Giuseppe, Nardini Giuseppe, Pasinato Antonio, Passuello Bortolomeo, Pastega Giorgio, Poggiana Lucio, Quirino Nicoletta, Sartori Giorgia, Secco Luigi, Tasca Giovanni, Tinazzi Remigio, Venezian Giorgio.

Hanno partecipato ai Collegi dei Revisori Contabili – dal 1998 al 2025
Basso Agostino, Boscato Luciano, Busnardo Amedeo, Caroli Giovanni, Cortese Antonio, De Rossi Claudio, Moro Giuseppe, Pitto Mario Francesco, Xamin Piergiorgio, Zonta Stelvio.

 

LO STATUTO IN VIGORE

STATUTO DELLA FONDAZIONE

Articolo 1) Natura, origine, sede.

  1. è costituita una Fondazione denominata: «ETICA ED ECONOMIA – UNIVERSITATIS BASSANENSIS SCHOLA DE NEGOTIIS GERENDIS» (Scuola d’impresa della Comunità Bassanese), di seguito chiamata anche Fondazione.
  2. La Fondazione trae origine dall’esperienza della Scuola d’impresa della Comunità Bassanese “ETICA ED ECONOMIA – Universitatis Bassanensis Schola de Negotiis Gerendis”, costituita in Bassano del Grappa il 14 febbraio 1995, per volontà di un Comitato Promotore, allo scopo di istituire una struttura educativa, finalizzata alla formazione di persone capaci di scelte e impegni motivati nell’azione sociale ed economica, ispirata dalla convinzione che esiste uno stretto rapporto di interdipendenza tra valori umani e scelte economiche tale da produrre effetti vantaggiosi per l’umanità. In base all’art. 17 dell’ordinamento di detta istituzione, ogni diritto ed onere conseguente alla costituzione e gestione della stessa, maturati dal 14 febbraio 1995 alla data di sottoscrizione del presente atto, devono intendersi attribuiti alla Fondazione medesima, che ne assume definitivamente la gestione perpetua con espressa e tassativa esclusione di qualsivoglia eventuale debito o onere o passività economico-finanziaria.
  3. La Fondazione è un ente con piena capacità giuridica, senza scopo di lucro, regolata dal presente statuto.
  4. La Fondazione ha durata illimitata. La sua sede è in Bassano del Grappa – Via Angarano, 77 – Palazzo Bonaguro, con la possibilità di creare sedi operative e “filiazioni” in ogni parte del mondo.


Articolo 2) Finalità ed ambiti operativi.

    1. La Fondazione ha come scopo primario ed esclusivo il bene comune, attraverso l’affermazione, diffusione e realizzazione di valori culturali e sociali; intende, pertanto, contribuire alla costruzione di una società migliore con propri programmi e progetti di intervento

    Nella propria azione si ispira ai principi di solidarietà e sussidiarietà; è aperta alla collaborazione con fondazioni, enti, persone fisiche e giuridiche che si propongono le medesime finalità; vuole essere al servizio dell’uomo nella sua integralità, favorendo ogni azione tesa a colmare il divario tra nord e sud del mondo in ogni ambito di valore umano.

    Si adopera, con particolare impegno, nell’indirizzare l’attività economica secondo criteri etici, sostenendo e stimolando una imprenditorialità solidale ed efficiente.

    La gestione della Fondazione stessa si ispira a criteri di trasparenza ed efficienza.

    1. In particolare la Fondazione curerà:
      a) ATTIVITÀ PROPRIE DELLA SCUOLA – La Fondazione fa proprie, con regolamento comunque modificabile, le Norme Statutarie del 14 febbraio 1995 della Scuola d’Impresa della Comunità bassanese che ha condotto l’attività, ad experimentum, nei primi tre anni. Tali norme prevedono la promozione delle seguenti attività: corsi sistematici, corsi permanenti, corsi monografici o tematici, seminari, convegni, forum, giornate di studio, conferenze, simposi, incontri e gruppi di ricerca, corsi aziendali specifici;
      b) ATTIVITÀ FORMATIVA – La Fondazione promuove corsi di studio di livello universitario, favorendo rapporti con università italiane ed estere nonché attività di ricerca, sia di base che finalizzata, anche mediante specifiche convenzioni con analoghe istituzioni nazionali e comunitarie;
      c) ATTIVITÀ PROPOSITIVA E OPERATIVA – Al fine di favorire lo sviluppo e per superare la distanza fra il nord ed ogni sud, non solo in ambito mondiale o all’interno di uno stesso Paese, ma anche all’interno di una medesima città, paese o villaggio, la Fondazione promuove:
    • lo scambio di capacità imprenditoriali;
    • la creazione di villaggi impresa;
    • la divulgazione e l’utilizzazione del progetto «1% – L’impresa strumento di solidarietà internazionale»;
    • l’elaborazione di altri progetti di solidarietà internazionale;
    • le raccolte pubbliche occasionali di fondi, in concomitanza di particolari eventi e celebrazioni, nonché ogni forma di lotteria e gioco a premi, nell’osservanza delle leggi dei singoli paesi;
    • ogni altra iniziativa di solidarietà, nell’ambito delle finalità della Fondazione.
    1. Tutte le attività saranno indirizzate all’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale ed esercitate all’interno dei seguenti settori:
      a) istruzione;
      b) formazione;
      c) promozione della cultura e dell’arte;
      d) ricerca scientifica;
      e) tutela dei diritti civili;
      f) assistenza sociale;
      g) beneficenza e aiuto umanitario.
    2. Ogni finalità della Fondazione deve essere perseguita con Enti e/o persone fisiche o giuridiche che garantiscano una effettiva pluralità e diversificazione degli indirizzi didattici e delle scelte programmatiche ed operative, nell’ambito dei principi e degli scopi generali della Fondazione.
    3. Per la migliore attuazione degli scopi della Fondazione, il Consiglio di Amministrazione può nominare Comitati ad hoc stabilendone compiti e poteri.


Articolo 3) Patrimonio.

  1. Per il conseguimento delle finalità di cui all’articolo precedente, la Fondazione amministra il proprio patrimonio e può compiere operazioni finanziarie, commerciali, immobiliari e mobiliari, nei limiti fissati dalla legge e dal presente statuto.
  2. Il patrimonio della Fondazione è costituito:
    a) dalle somme conferite a titolo di liberalità dai soci fondatori;
    b) dai beni immobili, mobili, crediti, denaro e partecipazioni che perverranno alla Fondazione a qualsiasi titolo, nonché da elargizioni da parte di enti pubblici, enti privati, persone fisiche e giuridiche.
  3. Il patrimonio della Fondazione è costituito da un fondo di dotazione iniziale di lire 1.000.000.000 (unmiliardo). Tale patrimonio potrà essere aumentato e alimentato con oblazioni, donazioni, legati, liberalità ed erogazioni di quanti abbiano desiderio ed amore al potenziamento dell’istituzione.
  4. La Fondazione provvede al conseguimento dei suoi scopi con le rendite del suo patrimonio, con i contributi e le liberalità non destinati a patrimonio e con i proventi derivanti dall’esercizio di attività istituzionali e connesse. Il Consiglio di amministrazione provvederà all’investimento dei mezzi che perverranno alla Fondazione.


Articolo 4) Organi della Fondazione.

  1. Sono organi della Fondazione:
    a) il Consiglio di amministrazione;
    b) il Presidente;
    c) il Comitato esecutivo;
    d) il Collegio dei revisori contabili.


Articolo 5) Consiglio di amministrazione.

  1. Il Consiglio di amministrazione è composto dal presidente, da due vicepresidenti e da 9 consiglieri per un totale di 12 membri. Essi durano in carica cinque anni, dalla data di insediamento. È possibile la loro riconferma.
  2. Nel caso fosse richiesta la presenza nel Consiglio di Amministrazione di membri delegati dagli organi direttivi delle Università o di altri Enti con i quali la Fondazione dovesse instaurare rapporti di collaborazione, il numero dei consiglieri viene aumentato in ragione delle necessità fino ad un massimo di 15 membri. La delibera è assunta dal Consiglio di amministrazione.
  3. Il presidente e i due vicepresidenti sono nominati dal Consiglio di amministrazione. Gli altri 9 consiglieri vengono nominati:

– 1 dal Consiglio di Amministrazione, scelto tra professori universitari e uomini di cultura;
– 1 dal Consiglio di Amministrazione, scelto tra liberi professionisti;
– 1 dal Consiglio di Amministrazione, scelto tra imprenditori;
– 2 dal Sindaco del Comune di Bassano del Grappa;
– 1 dall’«API – Associazione Piccole Medie Industrie della provincia di Vicenza»;
– 1 dalla Fondazione «Centesimus Annus – Pro Pontifice» della Città del Vaticano;
– 1 dalla società «Nico Group S.p.A.» di Bassano del Grappa;
– 1 dalla società «C.M.P. Veneta S.r.l.» di Galliera Veneta.

  1. Nel caso dovesse venir meno uno degli enti, istituzioni o società di cui al comma precedente, per cessazione, fusione, trasformazione o per legittima trasmissione dei diritti ad altro soggetto giuridico, ivi compresi quelli derivanti dal presente atto, la nomina compete all’ente, istituzione o società che ne deriva o che subentra nei diritti. Nel caso in cui la presente disposizione non possa trovare attuazione, spetta al Consiglio di amministrazione deliberare sulla nomina del Consigliere decaduto.
  2. La nomina di ciascun consigliere è fatta su liste di tre nomi proposte dal Consiglio medesimo. La nomina del primo Consiglio di amministrazione, del suo presidente e dei due vicepresidenti spetta ai fondatori, all’atto della costituzione.
  3. I membri del Consiglio di amministrazione devono essere scelti tra persone di comprovata capacità in campo culturale, scientifico, economico, imprenditoriale e delle libere professioni, affinché siano in grado di favorire, con l’apporto della loro professionalità, il massimo di garanzia nelle scelte degli interventi istituzionali della Fondazione. I membri del Consiglio di amministrazione devono possedere requisiti di specchiata onorabilità.
  4. Quando l’ente cui compete la nomina non vi provveda entro due mesi dalla richiesta, che deve essere fatta dal presidente della Fondazione a mezzo di lettera raccomandata da spedirsi almeno quindici giorni prima della scadenza del mandato, la nomina verrà effettuata direttamente dal Consiglio di Amministrazione.
  5. Non possono ricoprire la carica di consigliere:
    a) coloro che, in qualsiasi momento, perdano i requisiti previsti dal presente statuto;
    b) i dipendenti della Fondazione e di società o enti da quest’ultima partecipati.
  6. La decadenza opera con l’accertamento assunto dal Consiglio di amministrazione.
  7. Decade, altresì, il consigliere che, senza giustificato motivo, non intervenga per tre volte consecutive alle riunioni del Consiglio di amministrazione. La decadenza è dichiarata dal Consiglio stesso.
  8. Al consiglio di amministrazione spetta:
    a) di nominare il presidente e i due vice presidenti che durano in carica cinque anni, e comunque fino alla scadenza del mandato del Consiglio di amministrazione da cui sono stati eletti; nulla osta alla loro rielezione;
    b) di nominare i membri del Comitato esecutivo e di sostituirli in caso di dimissioni o di impedimento;
    c) di nominare i membri del Collegio dei revisori contabili e di sostituirli in caso di dimissioni o di impedimento;
    d) di approvare eventuali regolamenti e statuti interni;
    e) di nominare Comitati ad hoc per specifiche attività della Fondazione;
    f) di deliberare eventuali modifiche dello statuto, su proposta del presidente;
    g) di approvare, entro il mese di dicembre, il bilancio preventivo dell’anno seguente ed entro il mese di giugno il conto consuntivo dell’anno precedente.
  9. Il consiglio di amministrazione, convocato dal presidente con l’invio dell’ordine del giorno, si riunisce, di norma, in seduta ordinaria, due volte all’anno e, straordinariamente, ogniqualvolta il presidente lo giudichi necessario o su richiesta di almeno metà dei consiglieri. La convocazione è fatta dal Presidente con invito scritto diramato, con ogni mezzo, almeno otto giorni prima della data stabilita per l’adunanza.
    L’adunanza è valida anche senza convocazione formale se è presente la totalità dei consiglieri.
  1. Le adunanze del Consiglio di amministrazione sono valide se è presente la maggioranza dei membri che lo compongono. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
  2. Il Consiglio di amministrazione può costituire commissioni consultive per il raggiungimento di fini istituzionali chiamando a farne parte, accanto ai componenti del Consiglio stesso, in funzione delle loro competenze specifiche, anche elementi esterni particolarmente qualificati.
  3. Il Consiglio di amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione economico-finanziaria, ordinaria e straordinaria della Fondazione. Può procedere ad acquisti, vendite, permute, cessioni gratuite, accettazione di donazioni, di legati e di eredità, concessione di garanzie, pegni ed ipoteche nonché può svolgere ogni altra attività per il perseguimento degli scopi della Fondazione. Tali poteri sono assunti dal Comitato esecutivo con i limiti previsti dall’articolo 7, comma 3.


Articolo 6) Presidente.

  1. Il presidente ha la legale rappresentanza della Fondazione, di fronte ai terzi e in giudizio, con tutti i poteri attinenti l’ordinaria amministrazione, ivi compreso quello di nominare procuratori, determinandone le attribuzioni.
  2. Il presidente convoca e presiede il Consiglio di amministrazione e il Comitato esecutivo.
  3. Il presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di amministrazione e del Comitato esecutivo e provvede ai rapporti con le autorità e le pubbliche amministrazioni.
  4. Il presidente firma gli atti e quanto occorra per l’esplicazione di tutto ciò che è stato deliberato; sorveglia il buon andamento amministrativo della Fondazione; cura l’osservanza dello statuto e ne promuove la riforma qualora si renda necessario.
  5. Il presidente attribuisce le funzioni di vice presidente vicario ad uno dei due vicepresidenti ed è da questi sostituito in caso di sua assenza o di suo impedimento.
  6. Il presidente può delegare la firma, per la gestione ordinaria delle attività della Fondazione, ad un direttore nominato dal Comitato esecutivo e scelto anche tra i dipendenti della Fondazione stessa.


Articolo 7) Comitato esecutivo.

  1. Il Comitato esecutivo è composto dal presidente del Consiglio di Amministrazione, dai vice presidenti e da altri due membri scelti dal Consiglio stesso fra i suoi componenti. Il Comitato esecutivo permane in carica quanto il Consiglio da cui è stato nominato (articolo 5, comma 11, lettera b).
  2. Il Comitato esecutivo cura la gestione economico-finanziaria, ordinaria e straordinaria della Fondazione. Può nominare un direttore per la gestione ordinaria delle attività della Fondazione. Cura la gestione delle entrate ordinarie e straordinarie, nonché la ripartizione delle rendite annuali del bilancio fra le diverse iniziative che costituiscono lo scopo della Fondazione; propone al Consiglio eventuali regolamenti e statuti interni; esercita i poteri ad esso delegati dal Consiglio di amministrazione.
  3. Non possono essere delegate le attribuzioni relative a:
    a) modifiche dello statuto;
    b) designazioni e nomine;
    c) approvazione del bilancio di previsione, sue variazioni e approvazione del bilancio consuntivo;
    d) assunzione di deliberazioni in merito all’attività erogativa, all’acquisizione o alla dismissione di partecipazioni e di beni immobili.
  4. Il Comitato esecutivo si riunisce, di regola, una volta ogni due mesi secondo modalità di convocazione stabilite dal Comitato medesimo.
  5. Le riunioni del Comitato sono presiedute dal presidente o dal vice presidente vicario.
  6. Per la validità delle riunioni del Comitato è necessaria la presenza della maggioranza dei suoi componenti in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede.


Articolo 8) Collegio dei revisori contabili.

  1. Il Collegio dei revisori contabili si compone di tre membri, nominati dal Consiglio di amministrazione. I componenti devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili.
  2. I revisori durano in carica tre anni dalla data di insediamento nella carica e possono essere riconfermati.
  3. Il Collegio deve riunirsi, di norma, ogni trimestre.
  4. I revisori contabili possono assistere alle riunioni del Consiglio di amministrazione e del Comitato esecutivo.
  5. Il Collegio dei revisori contabili provvede:
    a) al riscontro della gestione finanziaria ed economica;
    b) ad accertare la regolare tenuta delle scritture contabili;
    c) a redigere apposite relazioni sui bilanci preventivi e sui conti consuntivi;
    d) ad effettuare verifiche di cassa.
  6. Delle riunioni del Collegio dei revisori contabili deve essere redatto processo verbale.
  7. Il Collegio dei revisori contabili sceglie, tra i suoi membri, il presidente.
  8. Il revisore che, senza giustificato motivo, non intervenga per tre volte consecutive alle riunioni del Collegio, decade. La decadenza è dichiarata dal Collegio stesso.


Articolo 9) Compensi.

  1. Ai componenti il Consiglio di amministrazione, il Comitato esecutivo e il Collegio dei revisori contabili spetta, oltre al rimborso delle spese vive, una indennità di carica costituita da un compenso annuo fisso.
  2. L’indennità di carica viene stabilita dal Consiglio di amministrazione, che può disporne la liquidazione con cadenza trimestrale.


Articolo 10) Esercizio economico-finanziario.

  1. L’esercizio economico-finanziario della Fondazione ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.


Articolo 11) Stemma e bandiera della Fondazione.

  1. La Fondazione si pone in continuità di valori, ideali e attività della Scuola “Etica ed Economia – Universitatis Bassanensis Schola de Negotiis Gerendis”. Ne riceve, pertanto, in patrimonio lo stemma ufficiale e la bandiera come previsto all’articolo 14 delle “Norme statutarie” di istituzione della Scuola stessa. Articolo che qui viene riportato con le opportune modifiche:

«Lo stemma ufficiale della Fondazione è costituito da un’effigie circolare irregolare, dal diametro di cinquanta centimetri. Esso rappresenta due cerchi sovrapposti: il primo dal diametro di trentaquattro centimetri ed il secondo dal diametro di quarantotto centimetri.

Tra il primo ed il secondo cerchio è scritta la denominazione della Fondazione corrispondente alla frase latina “Universitatis Bassanensis Schola de Negotiis Gerendis”.

All’interno del primo cerchio è raffigurato, sullo sfondo, il leone alato della Serenissima Repubblica di Venezia con libro recante la dicitura “ETICA ED ECONOMIA” e, sovrapposta, la torre civica della città di Bassano del Grappa.

Alla base della torre civica, l’anno di fondazione: “MCMXCV”.

Il presente stemma rimane patrimonio inalienabile della Fondazione che lo potrà riprodurre nei modi e nelle dimensioni che più riterrà utili.

Utilizzazioni temporanee di terzi possono essere autorizzate dal Presidente.

Il Presidente potrà anche attuare tutte le azioni e procedure per la tutela nazionale ed internazionale dello stemma della Scuola.

La bandiera è costituita dal bicolore giallo e rosso, combinato in qualsiasi modo e forma che saranno determinati dal Comitato esecutivo, con lo stemma della Scuola al centro».

Articolo 12) Scioglimento e liquidazione.

  1. In caso di scioglimento e liquidazione della Fondazione, l’eventuale residuo netto del patrimonio sarà devoluto per opere di utilità sociale a vantaggio dei territori ove operava l’ente originario.


Articolo 13) Disposizioni di chiusura.

  1. Per la prima volta la nomina delle cariche sociali viene effettuata in sede di atto costitutivo.
  2. I verbali delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo devono essere trascritti in ordine cronologico su appositi registri, sottoscritti dal presidente e da un segretario verbalizzatore.
  3. Il presente Statuto può essere integrato da regolamenti e statuti che dovranno essere deliberati dal Consiglio di Amministrazione. Tali regolamenti potranno istituire Comitati e gruppi di responsabili specificamente per ognuna delle attività previste all’art. 2, comma 2, lettere a), b), c).
  4. Per tutto quanto non previsto dal presente statuto valgono, per quanto applicabili, le vigenti disposizioni di legge.
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